con arch. Dario Cazzaniga, arch. Marco Ortalli, arch.  Dario Valli

Anno: 2005

Tema del concorso è la ridefinizione di un area urbana di Milano a confine con il parco Lambro.
L’ambiente naturale del Parco Lambro assume nel progetto una particolare connotazione nell’avvicinarsi ed inserirsi tra le parti edificate, perdendo il carattere di spontaneità vegetale e trasformandosi progressivamente in “natura disegnata”.
Il passaggio da parco naturale a parco urbano avviene inserendo un “ordine” nella piantumazione, che assume il carattere dei filari tipici del paesaggio padano e con utilizzo di un’unica specie vegetale.
Progressivo è l’inserimento delle parti edificate, prima con piccole attrezzature di servizio, poi nel confronto con la linea altimetricamente costante del percorso porticato.
L’altimetria degradante verso sud viene modificata in corrispondenza delle piazze, portando il suolo verde a “risalire” sino alla quota di spiccato fabbricati, al fine di assicurare continuità visiva e dei percorsi ed un inserimento attenuato delle parti edificate. I segni dei filari a verde si prolungano anche sul suolo artificiale delle piazze, assumendo sempre più il carattere di elementi di arredo.
La scelta di impianto tende a privilegiare un rapporto diretto tra gli spazi abitativi ed il parco, nonché ad assumere lo spazio pubblico aperto – la “piazza”- quale luogo comune unitario e vivibile, di cui appropriarsi, caratterizzante l’insediamento stesso.
Il progetto coniuga un sistema di corpi in linea, con distribuzione a scale su via Cazzaniga, destinati ad alloggi di taglio maggiore, con corpi distribuiti a ballatoio, di altezza inferiore, e destinati ad alloggi piccoli, collocati all’interno del parco.