Progetto con arch. Elisa Lo Iacono
Consulenti: ing. Franco Gerosa

Ubicazione: Brunico (TN)
Progetto: 2016

Opera terza classificata

Il progetto non prescinde dalla storia. L’area del Parco Tschurtschenthaler, infatti, completa la corona di spazi pubblici sedimentati sulla antica cinta muraria demolita, che oggi costituisce la fascia di rispetto e il luogo di transizione alla città antica. Un dispositivo urbano dove fermarsi, incontrarsi, condividere e attraverso il quale essere introdotti alla memoria identitaria della città di Brunico. Proscenio della rappresentazione di passato e contemporaneità.
La soluzione proposta intende valorizzare il principio di permeabilità tra le parti, lavorando sul tema del limite. Evita di interpretare il programma attraverso la rigidità di un unico compatto corpo volumetrico, articolando le funzioni in piccoli pavillions – “schegge” leggere e luminescenti nella notte – incastonati sul perimetro della nuova piazza a delimitare senza escludere l’”altra” città. Gli oggetti non invadono il campo della storia rispettando con discrezione la continuità percettiva del fronte monumentale. Intervengono sul dislivello con la strada come elementi di connessione, consentendo molteplici coni visuali per chi, provenendo dalla via, osserva l’impianto storico e per chi, percorrendo il nuovo parterre rigenerato, si relaziona visivamente con il paesaggio. Contemporaneamente la scelta progettuale intende rafforzare la matericità del luogo, optando per una vera piazza in pietra. L’idea di parco, insita nel toponimo, è più evocata che sugellata. Il verde ha una presenza misurata e scenica costituita da specie tipiche dell’areale climatico mitteleuropeo: una pianta esemplare – un Platanus acerifolia- caposaldo e cerniera dell’angolo urbano sul sedime di un’antica torre, un piccolo bosco “razionale” di “Tila europea pallida” che delimita uno spazio raccolto di sosta presso la scuola e contemporaneamente scherma la frammentaria e incongrua edilizia di servizio di più recente impianto.
La struttura degli edifici è in legno (Xlam) rivestito all’esterno da una stratigrafia composta da un telo diffusore luminoso e da una pelle metallica traforata a disegno e a densità variabile di forometria, con colorazioni dorate e bronzee che dialogano con la luminosità cromatica della quinta architettonica del convento.
L’ampia copertura della piazza è stata immaginata come una tensostruttura in maglia di trefoli di acciaio permanente di basso impatto visivo che costituisse il supporto statico su cui stendere all’occorrenza in semplice appoggio un manto impermeabile in fluoropolimero Etfe traslucido al 70%.